giovedì 31 maggio 2012

Psicologia del Miglioramento Blog: Vocabolario evoluto, nuove parole per una nuova vi...: I linguaggi ci dicono che soprattutto le popolazioni occidentali utilizzano un vocabolario medio molto limitato.  È come avere ...


I linguaggi ci dicono che soprattutto le popolazioni occidentali utilizzano un vocabolario medio molto limitato. 

È come avere a disposizione una tavolozza di migliaia di colori per poi utilizzarne solo qualche decina. Esiste quindi il potenziale per creare quadri dalle innumerevoli sfumature, mentre, in realtà si dipingono scenari poveri, scarni, limitati. Inoltre, a fronte di decine di parole che descrivono emozioni negative, ne esiste solo la metà per quelle positive. Questo significa che è più difficile vedere qualcosa di buono quando ci accade un evento giudicato frettolosamente come brutto o comunque depotenziante. Ma quante volte da un accadimento spiacevole la nostra vita è migliorata perché cresciuta in quanto ad esperienza? Quante delle cose meravigliose che oggi ci arricchiscono esistono grazie ai cambiamenti che un tempo abbiamo accolto come negativi? Si dice “chi cerca, trova!” e allora se cercherai un lato positivo in qualsiasi avvenimento ti assicuro che prima o poi lo troverai.

Ti propongo ora una sfida con la quale subito ti renderai conto di come tutto ciò riguarda anche te.
Elenca qui sotto tutte le parole che ti vengono in mente per il significato “paura/aver paura” e poi fai lo stesso con “coraggio/aver coraggio”:

            Paura/Avere paura                                                     Coraggio/Avere coraggio
                …………………                                                                …………………
                …………………                                                                 ………………                
                …………………                                                                 …………………
                …………………                                                                 …………………
                …………………                                                                 …………………
                …………………                                                                 …………………

Credo di conoscere già il risultato. Troverai molte più parole per “paura/aver paura” che per “coraggio/aver coraggio”. Terrore, strizza, panico, spavento, timore sono solo alcuni esempi del lessico abituale di ogni giorno, in tv, in radio, nelle nostre vite. Tutti i sinonimi o parole vagamente riguardanti il coraggio sono termini arcaici come “ardimento”, “temerarietà” e via dicendo.
Sembrerebbe quasi che il “coraggio” non facesse parte della nostra civiltà. Probabilmente è una qualità che si è persa nel tempo. Sarà qualcosa di voluto da chi influenza grandi masse?
Accade spesso di conoscere persone che quando devono raccontare una vicenda spiacevole, anche di poco conto, utilizzano parole quali “incubo” o “sciagura”, ingigantendo con mille sfumature i particolari cupi, rivivendo a tutti i costi le emozioni spiacevoli.

Le stesse però, per descrivere un successo o un viaggio stupendo appena terminato, si limitano a definirlo semplicemente “bello”, “carino”, “normale”, “è andato tutto bene”. Quasi una paura di gioire anche delle piccole cose straordinarie che accadono nella vita. Un’altra cosa che ignori del linguaggio è che questo è direttamente collegato alle tue emozioni. E non intendo solo quello con cui pronunci ad alta voce frasi e discorsi ma, ancor più, quello interiore. Tu ti parli continuamente e il vocabolario che utilizzi risveglia di volta in volta una certa quantità di emozioni che influenzano lo stato d’animo e il comportamento.

Ora ti farò rendere conto di come quanto appena detto può essere facilmente utilizzato ogni giorno, in qualunque contesto, ricevendone subito dei benefici. Dovrai inizialmente divertirti a soffermarti sulle parole da te utilizzate, in base a ciò che comunichi, provando a sostituirle per aumentare/diminuire l’intensità di un significato o anche per cambiarlo; ben presto acquisterai una padronanza del “Vocabolario Evoluto” e servendotene come un vero e proprio strumento dominerai anche le emozioni che ti accompagneranno in tutte le giornate e in ogni situazione.

Vediamo quindi cosa si può fare con un vocabolario evoluto. Supponiamo che non appena qualcosa ti fa arrabbiare, anziché utilizzare le solite frasi come “tutto ciò mi fa imbestialire” o “sono completamente fuori di me”, provi a scegliere il termine adatto all’intensità di ciò che è accaduto o addirittura scegli un termine che diminuisce la forza che eserciterebbe sulle tue emozioni. Potresti allora dirti “sono alquanto infastidito” o “questa è una cosa che mi piace poco”. Notate come il solo fatto di formulare frasi diverse cambia la quantità di emozioni negative provate. Non solo.

Il fatto di pensare a come definire l’accaduto ti permette di ragionarci un po’ su, prendendone consapevolezza, al contrario di come ci si comporta diffusamente, irritandosi istintivamente e “perdendo la ragione”, appunto. Le cose si risolvono ragionandoci, con una buona dose di lucidità, controllando, per quanto possibile, le reazioni istintive.

Il termine che ho utilizzato qui sopra “imbestialirsi” rende proprio l’idea delle bestie, degli animali dotati solo di istinto. Noi essere umani, però, ci distinguiamo notevolmente dal regno animale proprio per la grande capacità di cambiare le cose con l’utilizzo della ragione, trovando soluzioni. Bisogna però allenarsi, imparare a farlo altrimenti, col passare del tempo, si perde questa capacità.

Ecco esempi di parole depotenzianti e il loro termine corrispondente che ne abbassa l’intensità emotiva:


  
Vecchia parola/espressione
depotenziante
Nuova parola/espressione
potenziante
ansioso
curioso, proiettato nel futuro
arrabbiato, incazzato
stizzito, inalberato, disturbato
depresso
non al massimo, un po’ stanco
problema
sfida, situazione da risolvere
stressato
impegnato, pieno di energia
fallire
imparare, sulla via del successo












Ovviamente è di straordinaria importanza anche migliorare e aumentare le emozioni positive per incrementare la tua energia vitale. Prova adesso a trovare termini con i quali aumentare l’intensità di questi aggettivi e farli diventare da “belli” in “fantastici”:



Vecchia parola/espressione
normale
Nuova parola/espressione
potenziante
eccitante
energetico
magnifico
……
fenomenale
……
carino
……
interessante
……
brillante
……











Il Vocabolario Evoluto ti aiuterà a evolvere meglio e più in fretta. È possibile gestire meglio le emozioni; non si tratta quindi di evitare completamente quelle più spiacevoli, che possono invece rappresentare lo stimolo giusto per mettere apposto un aspetto della vostra vita, ma di attribuirne il giusto valore senza ingigantire piccoli disguidi quotidiani, avendone maggior controllo.


Capirai meglio adesso questo strumento meraviglioso che è il linguaggio, avendo una nuova ottica anche per alcune discipline e riti che utilizzano la magia delle parole da migliaia di anni. La preghiera, gli incantesimi e infine l’ipnosi sono tra gli esempi più riconosciuti in tutto il mondo e dalla notte dei tempi, ottengono risultati incredibili grazie alla fusione potente di parole, emozioni intense, fisiologia, coinvolgimento. Pensaci, nella preghiera ci sono termini ben precisi da ripetersi in un’atmosfera rilassante, coinvolgente, assumendo posizioni ben precise dettate dai dogmi dei differenti culti religiosi. Vuoi fare un piccolo esperimento? Metti allora le mani giunte davanti a te all’altezza del petto abbassando leggermente il capo. Cosa ti ricorda questa posizione e come ti fa sentire? Difficilmente sarà qualcosa di “non religioso”. Ci si programma letteralmente le persone con un rito che potenzia sempre più il concetto propinato di volta in volta. Le neuroscienze ci insegnano che quando viviamo un avvenimento, l’impatto che questo avrà su di noi sarà maggiore se saranno coinvolti quanti più sensi possibili e con quanta maggiore energia. Ecco spiegato l’utilizzo nelle preghiere, negli incantesimi, nell’ipnosi, di tutti i sensi, attraverso musiche, odori e profumi, posture del corpo, immagini di icone o statue da idolatrare, frasi ripetitive a mo’ di cantilena. Un mix potentissimo.

Perché quindi non utilizzare questa strategia per potenziarti verso il personale miglioramento?

N.B. Per tanti altri approfondimenti e strumenti della comunicazione ti rimando al libro Le fondamenta del Miglioramento disponibile ora in cartaceo ed ebook su Amazon, Feltrinelli, Bol.it, IBS, Youcanprint e le principali librerie on line.

N.B. Per ogni altra domanda di qualsiasi genere sul miglioramento scrivetemi pure alla mail che trovate in fondo ad ogni pagina del blog...


domenica 12 febbraio 2012


La Journey anche in Italia, la tecnica del viaggio dentro se stessi!

Due week end fa ho partecipato al seminario intensivo sulla tecnica Journey organizzato dal Centro per lo sviluppo della persona di Taranto nella quale mi sto sperimentando ancora e specializzando in metodologie di analisi e studio del comportamento ma anche come intervenire in specifici casi.

Spieghiamo cos’è e come funziona visto che la Journey è piuttosto nuova nel panorama italiano.
Nasce dall’esperienza nell’autoguarigione di Brandon Bays in america mentre in Italia la portavoce e organizzatrice dei seminari è Ariane Shurmann di origini tedesche ma nel nostro paese da quando aveva 18 anni. Esperta in “vita naturale” e nella ricerca della fusione e della ritrovata armonia tra uomo-animali-natura. Nella sua azienda agricola e centro di equitazione coniuga diverse tecniche per guarirsi letteralmente dal “mondo moderno” e dai suoi/nostri mali.

Ma entriamo nello specifico e scopriamo come funziona la Journey (letteralmente “il viaggio”).
Il centro di tutta la tecnica, che si basa soprattutto sul rilassamento fisico-spirituale, è l’abbattimento di tutte le barriere emozionali, dimenticando condizionamenti che abbiamo assorbito e muri che abbiamo eretto intorno a noi. Liberarsi lentamente di tutto quello che può essere razionale, che Ariane chiama “armature intorno al nostro corpo”. In un ambiente rilassante, amichevole, la Journey ci esorta ad ascoltare il nostro respiro, il nostro corpo, guardando ad occhi chiusi dentro noi, sentendo le nostre emozioni senza assolutamente opporci ad esse, ma anzi dando “il benvenuto” a rabbia, frustrazione, delusione, impotenza, tristezza, solitudine, gioia, sicurezza, desiderio, autostima ecc. E’ infatti il percorso “benvenuto”, con il quale ci abituiamo a sentire le emozioni tutte e successivamente ad accoglierle, facendo esaurire la loro energia, dando la possibilità di esprimersi, visualizzando eventuali persone o circostanze legate a queste, tutto il contrario che ci hanno sempre insegnato.

Si procede poi con il passaggio del “fuoco da bivacco”, concetto preso in prestito dagli scout. Si è sempre ad occhi chiusi, completamente rilassati e si visualizza un fuoco da bivacco a cui possiamo invitare le persone legate alle emozioni suddette e con le quali chiariremo qualcosa in merito ad eventi passati, dolorosi per noi o che con grande difficoltà abbiamo superato. Intorno al fuoco da bivacco, che rappresenta l’amore incondizionato, ci si parla, perdonandosi tutto, consigliandosi, nella fiducia e nell’amore.
Può sembrare semplice e riduttivo ma ha un’efficacia incredibile e va provato di persona. Una volta presa familiarità con il fuoco da bivacco si eseguano altre tecniche come la Jouney fisica, ossia la visualizzazione di un viaggio fisico all’interno del nostro corpo, in un preciso organo per raggiungere la guarigione cellulare. Il concetto di visualizzazione serve a cercare la propria saggezza interiore che a sua volta guiderà le immagini, conducendoci e concentrandoci in tutto ciò che vogliamo guarire.

Liberandosi da preconcetti, barriere, condizionamenti, rimozioni antiche, vi posso dire che ho visto partecipanti scendere nei dolori più profondi per accettarli e far consumare quell’energia negativa, trasformandola in una nuova prospettiva di cambiamento e crescita interiore. Alcuni, in quel week end hanno superato blocchi, visto migliorare fastidiosi acciacchi psicosomatici che duravano da mesi o anni.
A conclusione delle 2 giornate molto intense emotivamente tutti noi partecipanti siamo stati “diplomati nella tecnica Journey”, che può in seguito essere integrata con ulteriori livelli avanzati per applicarla a chiunque voglia sottoporsi all’autoguarigione.

Per concludere posso solo invitarvi a sottoporvi ad un processo Journey, primo perché è semplice, non ha alcuna controindicazione se non quella di migliorarvi o farvi guarire da malanni psicosomatici anche gravi.

Un grande caldo abbraccio e …
buon miglioramento,
Jack!

lunedì 23 gennaio 2012

Ecco il Book Trailer del libro Le fondamenta

Posted by Francesco Perrelli with No comments


Buongiorno a tutti. Sono felicissimo di presentarvi in anteprima il Book Trailer, ossia il video di presentazione del libro "Le fondamenta del Miglioramento" in uscita a febbraio 2012 in tutte le librerie.

Il video di 1,30 minuti circa ha una colonna sonora originale creata su misura dal mio amico musicista Vocal Coach Ivan Heart, e sono sicuro vi piacerà molto, davvero emozionante.

Da oggi qui a destra sul blog sotto il libro sarà sempre disponibile il collegamento con Youtube del Trailer Ufficiale. A breve invece il link per l'acquisto del libro, anche se potrete trovarlo on line nei canali più noti da febbraio 2012...

Che dire di più, guardate il Trailer e votatelo!!!!

Buon Miglioramento a tutti,

Jack...

venerdì 13 gennaio 2012




Buongiorno a tutti e ben trovati nel 2012!

Feste appena passate per tutti, è il momento per cominciare un nuovo fantastico anno, per porsi nuovi obiettivi, cambiamenti, miglioramenti, progetti.

E' il mondo stesso che impone di adeguarsi. Il Cambiamento non può essere ignorato a tutti i livelli, in tutte le aree della vita.
E' un po' che non scrivevo, completamente assorbito dalle ultime fasi per la pubblicazione del libro "Le fondamenta del miglioramento" di cui questo blog è editore.
Tutto il progetto del blog e anche l'Ebook stanno per ricevere importanti evoluzioni, quindi faccio chiarezza in questo post a tutti i fans Facebook, a tutti i lettori e quanti sono appassionati o esperti della Psicologia, Sviluppo personale, Formazione e così via.

N.B. Novità importanti nuova edizione

Gli omaggi saranno aggiornati con la nuova edizione per cui completamenti rivisti e
migliorati.
La copertina, qui sopra in anteprima, ha subìto un restailing e il titolo leggermente modificato.

Sviluppo dei prossimi giorni:

1 - L'Ebook Omaggio Le Fondamenta (50 pagine circa) che c'è qui a destra sul blog continuerà ad essere scaricabile ancora per poco nella versione 7 capitoli.

2 - A Febbraio sarà pubblicato ufficialmente il Libro fisico e anche Ebook "Le Fondamenta del Miglioramento" (150 pagine circa) disponibile nelle principali librerie classiche e internet.

3 - Dalla pubblicazione ufficiale i capitoli omaggio (7 fino ad oggi e ancora per poco) diverranno 3 per rispetto a chi comprerà la versione integrale del Libro in uscita. quindi affrettatevi a iscrivervi agli omaggi.

4 - Chi si iscrive agli omaggi o è già iscritto e li ha già ricevuti tutti potrà comprare a prezzo scontato molto conveniente la nuova uscita ufficiale.

5 - Chiunque non abbia ricevuto il 7° capitolo(con lo sconto da utilizzare per il nuovo Libro integrale) ma solo i primi 6 degli omaggi dovrebbe riceverlo a breve o può richiederlo a psicologiadelmiglioramento@gmail.com.

Quanto appena spiegato vuole rappresentare la nuova vita del blog e delle risorse utili a tutti gli appassionati o operatori del settore di queste filosofie per il Miglioramento Personale.

Tanto è stato fatto e regalato con il cuore ai lettori, dedicando una forte energia e sarò felicissimo se vorrete leggere il nuovo fantastico libro in uscita.
Prestissimo sarà disponibile il Booktrailer di presentazione e sarete aggiornati immediatamente.

Buon Miglioramento a tutti!

Scrivete e commentate.

Vi abbraccio, Jack.

lunedì 31 ottobre 2011

Crisi, il Miglioramento parte da te!

Posted by Francesco Perrelli with 2 comments
Inutile far finta che la crisi non esista, come fa il governo italiano da molti mesi, anzi da quando è cominciata.
Il Miglioramento della vita di ogni individuo non può prescindere da quello che accade alla società e a tutto ciò che lo circonda quotidianamente.




Una delle leggi universali da non dimenticare, e che invece il consumismo non fa altro che coprire, nascondere, deformare, sminuire, annientare, è che "tutto il mondo è paese", "siamo tutti su la stessa barca". 
Adesso più che in ogni altra epoca "tutto è di tutti" e l'Italia è fusa con l'Europa e con l'universo. Questo vale anche per l'economia...
Cosa vuol dire Economia? Non è la borsa, le banche, le multinazionali. L'economia siamo noi nella vita di tutti i giorni, è il bimbo africano che muore solo per un po' d'acqua che qualcuno non vuole far arrivare ovunque.
Non funziona più perché quello alla "occidentale" è un finto paradiso.
Mancano troppe leggi universali nella globalizzazione.

Non c'è parità nell'informazione perché contorta, distorta, manipolata. Manca equilibrio uomo-donna nei poteri, a volte piuttosto troviamo ruoli capovolti completamente, vedi donne manager, esplosione ed incoraggiamento dell'omosessualità (con tutto il rispetto). 
Produciamo più di quello che serve ma la ricchezza totale del mondo se la gode solo una piccola percentuale mentre oltre l'80% è in povertà, schiavismo o quasi.
I beni di prima necessità come acqua, casa e lavoro sono un lusso.

Questi sono solo alcuni grossi errori della nostra "civiltà", e "civiltà" è ancora una parola grossa per questo tipo di mondo.

Ma cosa fare allora? Partiamo dall'esempio più recente di "ipnotismo" da consumismo. 
Riporto da un articolo di oggi di Simone Perotti di http://www.ilcambiamento.it/ :

" In fila, assembrati, disperati, bisticciando per un metro di lontananza dal cancello. Alcuni perfino dalla sera prima. In migliaia, tanto da far intervenire la polizia…
Detta così sembra una scena dal Darfur: colonne di disperati in cerca di cibo. Invece è Roma, l’altro ieri, dove un mare di gente faceva a cazzotti per entrare da Trony. Volevano essere tutti sicuri di accaparrarsi le loro cianfrusaglie. Pezzi di plastica a pochi soldi, oppure anche a tanti soldi, non conta. Contava esserci, officiare ancora una volta la sacra, inviolabile liturgia del consumo…"



E' il paradosso del nostro presente, anche del tuo, chiunque tu sia.
Vuoi sapere cosa fare?
Fermati a pensare. Pensa alle leggi universali e alla tua natura. Non credo che la tua saggezza universale si trovi negli oggetti, nella tecnologia, nel consumo, nella finanza divoratrice di futuro.

Allora capirai che devi boicottare questo sistema impazzito e schiavo di se stesso:

1- Non comprare oggetti inutili anche se "sembra" che puoi permettertelo, perché alimenterai il sistema.

2- Sbarazzati di tutto il superfluo. Occupa posto nella tua testa, ti toglie energia che devi utilizzare in modo più saggio.

3- Cerca di non essere schiavo di auto, moto, veicoli inquinanti, banche, finanziarie, ipermercati, offerte, tecnologia inutile.

4- Semplifica tutto, la tua giornata, il tuo lavoro, la tua vita.

5- Quando puoi diffondi questa filosofia.

6- In politica il tuo voto è importante, ti fanno credere che non lo sia così voterai senza accorgetene il partito-non partito-casta che interessa alla cricca del più forte al momento. Meglio una nuova corrente o una lista minore. Informati sul loro programma, qui non mi esprimo per restare imparziale ma ci sono movimenti locali imparziali, la maggior parte su internet che vogliono abolire completamente il sistema attuale fatto per pochi. Vogliono l’acqua pubblica per tutti, informazione libera, diritto di scegliere “realmente i rappresentanti del governo”, e non con una croce su un foglio colorato, come fossimo “analfabeti”.

7- Spegni la TV, apri un buon libro. Non credere ai TG e alle guerre, sono tutte inventate da potenti e distorte nell'informazione. 
Vai in campagna,piuttosto e annusa un fiore, da quanto tempo non lo fai??? 
Quanto ti hanno allontanato dalla campagna più vicina?

8- Forse molte cose sono destinate a cambiare per sempre e ti spaventi. Quanti posti di lavoro già stanno scomparendo? Ma vale la pena continuare ad appoggiare questo sistema?

9- Cerca di consumare solo prodotti della tua terra, almeno più vicino possibile, prodotti locali, non grandi firme dell'alimentazione, più costose e meno genuine.

10- Credici perchè tutto invece ti dirà di fare il contrario, perchè sono in pochi a volere tutto il potere e ti strumentalizzano con la antica legge del "divide et impera", dividi (crea disuguaglianze) e governa!

Un abbraccio, Jack!

venerdì 21 ottobre 2011

Piacere e dolore, conoscerli per Migliorare

Posted by Francesco Perrelli with 1 comment


Pensa a quante volte hai rimandato qualcosa il più possibile.
Una telefonata, la rottura di una relazione, prendere una decisione. Lo hai fatto perché un tuo schema associava dolore all’agire. Ma poi quando la cosa importante non è stata più procrastinabile cosa hai fatto? L’hai comunque portata a termine.
Semplicemente non agire è diventato più doloroso che agire. Hai spostato l’associazione del dolore. La prossima volta quindi puoi chiederti “Se non agisco adesso eviterò dolore ma quanto ne proverò invece più in la?”.
Piacere e dolore dominano la nostra vita, lo vogliamo o no. Sono gli eterni antagonisti e possiamo riconoscerli in qualsiasi situazione.

Pensateci. Tutte le nostre decisioni sono dipendenti dal voler allontanarci dal dolore, dalla sofferenza grande o piccola per poterci avvicinarci il più possibile al piacere.
Cosa vuol dire? Semplicemente che quando dobbiamo rispondere a un invito, scegliere il tipo di lavoro, l'auto nuova, perfino il partner, ebbene ci chiediamo inconsciamente quanto la nuova situazione ci avvicini al piacere, o meglio a ciò che crediamo possa farci stare bene e contemporaneamente quanto ci allontana dai dispiaceri, da tutte le sensazioni o emozioni che reputiamo negative.

Così ad esempio se dobbiamo decidere di 
dimagrire, per darci coraggio subito cominciamo a pensare che miglioreremo la nostra salute, potremo indossare abiti più alla moda e ci sentiremo più sicuri tra gli altri.
Simultaneamente una parte che è in tutti noi, quella dell'auto-sabotaggio cerca di allontanarci dal dolore della fatica, la fatica di correre e sudare, di privarci dei cibi dolci, dell'impegno di fare il borsone per la palestra ecc. ecc.

Una regola del piacere/dolore è quella secondo la quale le persone fanno molto di più per evitare dolore che non per avvicinarsi al piacere. Cioè ha come priorità nelle singole scelte quotidiane prima quella di fuggire da qualsiasi disagio in qualsiasi forma e solo in un secondo momento si riserva il raggiungimento del piacere. Ne deriva che la stragrande maggioranza della gente passa il tempo a organizzarsi per difendere quello che ha piuttosto che accrescerlo o migliorarlo. 

Quello che puoi imparare da questa lezione cambiando immediatamente è associare dolore sufficiente al fatto che non cercherai di mettere in pratica le nozioni di questo libro. Devi scriverti su un foglio o su un’agenda “Io metterò in pratica i consigli letti così andrò in direzione del piacere altrimenti proverò ancora più dolore in futuro per non aver voluto migliorarmi”.
Se ne può parlare per libri interi su quest'argomento in quanto è possibile applicare tecniche specifiche per utilizzare il dolore e il piacere a nostro vantaggio. 

Il piacere come abbiamo visto nella visualizzazione ha un potere grandioso che è quello di innescare sensazioni positive permettendoci di superare ostacoli in apparenza insormontabili. Il dolore è associato a vizi come il fumo o l'alcool nelle cure per l'eliminazione di dipendenze.

Associando opportunamente dolore all'oggetto del "vizio" o della "dipendenza" si abitua lentamente il soggetto a disgustare il gesto radicato nelle sue abitudini. Di pari passo si costruisce piacere, sensazioni benefiche di grande impatto emotivo in una nuova abitudine sostitutiva del vizio. Questo da successo ai percorsi di terapia cognitivo-comportamentale nei quali si sostituiscono comportamenti costruttivi (piacere) ad altri distruttivi come manie (dolore).

Vorrei darvi piccoli esercizi per provare su voi stessi come migliorare facilmente una volta appresi alcuni funzionamenti della vostra straordinaria mente.
Provate già da subito a cercare in ogni vostro comportamento se state fuggendo da qualcosa di negativo, spiacevole e/o avvicinandovi al raggiungimento del piacere.
Quando ad esempio non riuscite a prendere una decisione fatevi le seguenti domande:

a-    Che dolore/dispiacere/fastidio associo alla scelta?
b-   C’è qualche dolore sia che io faccia questa cosa sia che non la faccia?
c-    C’è qualche piacere nel non agire?
d-   Cosa mi costerà non decidere subito?

Il dolore puo’ diventare il più grande degli alleati.
Le cose a cui associ dolore e piacere formano il tuo destino.
La vita puo’ essere vissuta nell’ impegno di provare
grande piacere e meno dolore possibile.


Anthony Robbins

sabato 15 ottobre 2011

Psicologia del Miglioramento Blog: Le fondamenta - Ebook gratuito: Psicologia del Miglioramento Blog Le fondamenta I più efficaci strumenti di crescita personale L'unico libro in formato elettronico ...

lunedì 26 settembre 2011

Oggi vediamo come trasformare a nostro vantaggio qualcosa che nasce sempre come difficoltà ed è in tutti gli avvenimenti della nostra vita, la resistenza.
La resistenza è soprattutto quella riguardante i cambiamenti ed è diffusissima, fa parte della vita di ogni giorno e ci riguarda tutti, semplicemente perché il cambiamento fa parte della vita stessa. Ogni volta che si prospetta, all’interno di un sistema di persone, la possibilità di cambiamento c’è resistenza da parte di uno o più individui e può essere più o meno forte. 


Si tende a sviluppare resistenza per difendere il nostro stato di confort, come abbiamo visto nella prima parte del libro, per evitare il dolore, non tanto per il cambiamento in se quanto per l’ignoto che nasconde. Sappiamo ciò che lasciamo ma non a cosa andiamo in contro, per cui naturalmente siamo portati tutti a resistere, a opporre resistenza affinché il cambiamento non avvenga, almeno non immediatamente.


Consideriamo, però la comunicazione tra due persone, diciamo tra te e un’altra con cui devi accordarti su qualcosa da fare, esempio un progetto, una miglioria, un lavoro. La resistenza, abbiamo capito, che innanzitutto è la normalità, devi aspettartela ma non puoi mica metterti in assetto di guerra e prepararti a difendere tutte le tue idee incondizionatamente. Più volte ho spiegato che non può funzionare in quanto ogni persona vuole sempre decidere le proprie scelte, più facilmente che accettare quelle di altri. La strada più efficace, insegna la PNL, è una sola. Fare in modo che qualsiasi decisione tu voglia far prendere all’altra persona, devi trovare il modo che lo faccia da sola. 


Non imponendoti, ma immedesimandoti, ricalcando e poi guidando come abbiamo visto. C’è poi un altro aspetto. Dovrai vedere la resistenza come qualcosa creata da te e non appartenente all’altro. Questo è spiegato subito perché l’altra persona può resistere solo a qualcosa che tu fai o dici. Sapendo che puoi controllare perfettamente solo il tuo comportamento è saggio considerare la resistenza un tuo problema piuttosto che dell’altro. Oltretutto il problema sarebbe la tua resistenza alla resistenza dell’altro. 

Eliminala ed eliminerai il problema.



La fisica quantistica ci dice che cambiando una parte di qualsiasi sistema, automaticamente cambia il sistema stesso che dovrà adeguarsi. Ai cambiamenti del tuo comportamento corrisponderanno i cambiamenti del comportamento dell’altro.


Facciamo un esempio concreto di dialogo tra Sara e Arianna:

Sara : Sai Arianna, finalmente ho messo insieme diverse considerazioni
sul lavoro del nostro ufficio e ho preparato un piano preciso su come riorganizzare alcuni compiti, migliorando di gran lunga l’intero procedimento.

Arianna : No, dai, per favore non mi va assolutamente di stravolgere                                    ancora una volta tutta l’organizzazione come un anno fa. Crearono solo il caos totale senza alcun miglioramento. Invece di risparmiare tutti tempo, ne perdemmo molto di più per poi tornare al vecchio sistema.

Ora come vedete è chiaramente quello che succede spesso. Difficile cambiare un sistema collaudato, ancora di più se un’esperienza negativa in tal senso sembra non lasciare nessuna chance. Sara è convinta della sua strategia, vuole assolutamente che si adotti (vedi parole scritte in corsivo nelle sue frasi). Comprende quindi che una volta individuati i motivi profondi per cui Arianna oppone resistenza, potrà adeguarsi con il ricalco e solo dopo tentare di guidarla per trovare una possibilità di farle cambiare idea. 

Arianna ha già fatto intendere alcuni elementi della resistenza (in corsivo), come l’esperienza disastrosa di un anno prima e il fatto che non servì a risparmiare tempo. Quindi Arianna è d’accordo sul risparmiare tempo. Ecco l’elemento su cui accordarsi per il ricalco.

Sara: Infatti hai ragione, Arianna.(fondamentale inserire il nome      rafforzando l’accordo). Il nuovo sistema dovrebbe far risparmiare     tempo a tutti, solo così migliorerebbe il lavoro.   
    
Ecco come Sara così si è messa sullo stesso piano di Arianna. Ora sono d’accordo almeno su un punto. Può facilmente capire il motivo per cui resiste ad nuove prove di miglioramento.

        Sara : Capisco che se non vuoi provare nuovamente a cambiare il                   sistema con cui si lavora avrai dei motivi, quali sono?    
 
Sara è consapevole che per fare cambiare idea ad Arianna, quest’ultima deve farlo per i suoi motivi e non per quelli di altri.

Arianna: Adesso capirai perché non funzionò. All’ora qualcuno si era convinto     che mettendo in pratica le idee di un giovane talento universitario si       sarebbero risolti tutti i problemi. La grandiosa idea era quella di cambiare posto a qualche impiegato, ridistribuire alcuni compiti, il tutto senza interpellarci minimamente. Bastava chiederlo a noi cosa non andava, siamo noi che ci lavoriamo.

A questo punto è molto più chiaro. Arianna è convinta che il cambiamento può solo partire da idee sue, interpellando magari i colleghi che invece nessuno ha pensato di coinvolgere un anno prima. Questo è l’elemento chiave su cui Sara deve riformulare la discussione per guidarla sulla possibilità di riprovarci.

        Sara : Arianna, potevi dirmelo che sapevi bene cosa c’è da cambiare.                            Allora dimmi cosa potremmo fare per riuscire a velocizzare tutte le                     mansioni?
        Arianna: Beh, sono tante le cose da provare a cambiare…
        Sara: Appunto, comincia a dirmene qualcuna, vediamo se ci avevo                           pensato nel mio piano…

Credo sia abbastanza esplicito. La discussione è stata abilmente ristrutturata, canalizzandola su un terreno più fertile. Sottolineiamo anche (nelle parti in corsivo) come Sara abbia utilizzato anche la simpatia, scherzando con Arianna quasi complimentandosi del fatto che già sapesse quali erano i cambiamenti da fare. E poi per guidare definitivamente la discussione l’ha coinvolta nel suo stesso progetto ma senza imporsi, anzi lasciando sempre la sensazione che fosse Arianna a condurre il cambiamento.


[N.B. Brano tratto da un più ampio capitolo della 2° parte del libro Le fondamenta - I migliori strumenti per la crescita personale, a cui potrai accedere dopo aver letto la prima parte gratis!]


E tu non credi che potresti ottenere il meglio dagli altri se sapessi come migliorare la comunicazione con la Programmazione Neuro Linguistica?


Fammelo sapere!


Un abbraccio, Jack!

martedì 20 settembre 2011

Negli ultimi anni ci chiediamo tutti, sempre più spesso  “Cosa sta accadendo al mondo? Quali sono i valori? Come trovare il giusto? La verità dove risiede?”. C’è smarrimento, confusione, schizofrenia globale. Se ci pensiamo,  onestamente fino a pochi anni fa ogni comunità, nazione, popolo, etnia aveva i propri valori, sapeva cosa era giusto e cosa non lo era in relazione alle proprie origini e cultura ovviamente.

Gli elementi principali che avevano tenuto, per così dire, le redini della società erano ben individuabili: religioni, politica, informazione TV, giornali, tradizioni. Credo che questi siano stati i cardini sui quali si reggeva una grande maggioranza di valori. Concetti come vita, educazione, civiltà, giusto e sbagliato, correttezza, famiglia, istruzione, cultura, rispetto, sentimenti ecc. derivavano da strumentalizzazioni di questi capisaldi.

Sono quelli che io più volte chiamo e chiamerò “condizionamenti”. Siamo esseri programmabili e quando non siamo liberi di pensare non ci accorgiamo dei potentissimi condizionamenti subiti da mass-media, religioni, usanze, tradizioni, famiglia, comunità nella quale viviamo. Perché in Italia, allora, la maggior parte della gente va in chiesa e crede di “doversi” (e non volersi) sposare secondo antiche e rigide regole di una chiesa che conosce solo grazie al catechismo e al lavaggio del cervello? Se invece mi sposto in India, allora trovo cultura, ideali, tradizioni completamente differenti. Qual è la verità delle due? E quale tra le centinaia di diverse culture del mondo?
La risposta, dopo decine e decine di libri letti, vent’anni di approfondimenti sull’ uomo/donna/essere umano e i suoi comportamenti capisco che non è facile, o meglio, per me è semplice da intravedere ma non da accettare immediatamente.
Le risposte più profonde ci vengono dalla fisica quantistica e da una parte della scienza che nell’ultimo decennio è ancora alle prese per decifrare alcune leggi che riteneva assodate ed inconfutabili ma che non spiegano del tutto alcuni importantissimi fenomeni astro-fisici.
L’universo è un unico organismo vivente. Questa è la risposta ai mali ultimi dell’umanità. L’uomo se ne è dimenticato. Le religioni un po’ ce lo ricordano, ognuna tirando l’acqua al proprio mulino, certo, ma politica, informazione strumentalizzata e consumismo cancellano costantemente e quotidianamente questa risposta programmata nel la nostra saggezza più profonda. L’essere umano è il risultato di milioni di anni di evoluzione insieme con l’universo e ciò se messo a confronto con un singolo nostro problema quotidiano ci riporta immediatamente a ricordarci chi siamo veramente, cosa siamo capaci di fare.
Divide et impera”(wikipedia) ossia Dividi e domina, per dirla con il leggendario Impero Romano, sembra essere l’unica regola, l’unico valore che soppianta tutti gli altri, che ci indica chi siamo, chi dobbiamo diventare, cosa dobbiamo fare, come dobbiamo vivere.
Personalmente lo spiego meglio con un gioco di parole, “Dividi dal resto, unisci e dominerai”. Perché politica, religione e denaro non fanno altro che allontanarci da modelli a cui apparteniamo per “arruolarci” nelle loro file. Qualsiasi azienda lavora per catturare adepti/clienti successivamente consolidando queste masse unificandoli ed abituandoli a comportarsi tutti allo stesso modo. Esempi ce ne sarebbero migliaia nel commercio .
Ecco che tutto ciò ci destabilizza, ci allontana dai valori profondi vendendoci ogni giorno a chi di turno. La natura, l’universo, le nostre origini vanno ascoltati. In natura non esiste il rifiuto o l’immondizia, tutto è utile e riciclato per una catena biologica intelligente e senza sprechi. L’uomo oggi è sommerso dai suoi stessi prodotti, annientato dalla sovrabbondanza di tutto ciò che è inutile alla felicità. Una piccolissima parte del pianeta, l’8% consuma più del restante 92% che è in miseria. Ma ci dicono che scarseggia l’energia.
La finanza è in balia di se stessa e delle proprie regole.
Dove abbiamo sbagliato? I modelli che utilizziamo devono essere ispirati alle leggi universali. Perché non ascoltare la saggezza del cosmo? Quando l’abbiamo fatto, in un passato non lontano, la società si è evoluta nel bene comune…
Sei d’accordo?
Un abbraccio, Jack!

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